Non è mai troppo presto per un controllo dell’udito

Non è mai troppo presto per un controllo dell’udito

Tutte le volte in cui ha immaginato una persona che avesse necessità di indossare gli apparecchi acustici, a Giorgio è venuto in mente un anziano, con il volto rigato dalle rughe, i capelli bianchi, un sorriso tranquillo sul viso. Non ha mai visto, in quella descrizione, un lavoratore di poco più di 45 anni, amante della montagna e dello sci.

Eppure, qualche settimana dopo aver compiuto 47 anni, si è trovato a dover fare i conti con qualcosa che mai pensava lo avrebbe toccato così presto. Ma che ormai non poteva più ignorare.

Giorgio ha lavorato per più di 20 anni in ambienti rumorosi: cantieri prima, stabilimenti industriali poi. Il rumore faceva parte del suo paesaggio quotidiano, un sottofondo a cui non faceva nemmeno più caso.

Fino a quando ha cominciato a rendersi conto che tutto quel rumore cominciava a coprire tutti gli altri suoni della sua vita. Riunioni in cui doveva concentrarsi sulle labbra più che sulle parole, frasi continuamente ripetute, conversazioni in cui le parole si perdevano una sull’altra. Sarà solo un po’ di stanchezza, pensava.

Fino a quando arrivò il giorno in cui non comprendere bene un’informazione chiave gli fece prendere una decisione sbagliata. Si trattò di un errore a cui riuscì a porre rimedio, ma capì che non poteva più sottovalutare quello che stava cominciando ad essere un problema.

Giorgio ancora ricorda che reagì con fastidio, quando gli suggerirono di fare un controllo dell’udito: immaginava che quel passo lo avrebbe fatto entrare in un mondo che non sentiva, ancora, suo. Sapeva di non essere vecchio, e non voleva accettare l’eventualità di aver bisogno di un apparecchio. Ammetterlo avrebbe voluto dire di avere una fragilità che non voleva riconoscere.

Furono la moglie e il figlio a convincerlo, quando, insieme si resero conto che ormai quel fastidio stava diventando un problema. Insieme, prenotarono una visita da UditoBrianza.

Dall’esame dell’udito emerse una perdita moderata, che è tipica di chi ha trascorso molti anni in ambienti rumorosi. A Giorgio venne spiegato che capita spesso che le persone di quell’età si trovino nella stessa situazione in cui si trovava lui stesso: musicisti e tecnici del suono, lavoratori in ambienti produttivi e cantieri.

Seppur Giorgio avesse compreso di essere una persona con una storia professionale specifica ed esigenze precise, restava per lui difficile accettare di dover indossare gli apparecchi acustici. Temeva che si vedessero, che venissero notati, che lo facessero sentire diverso. 

Dopo che gli vennero mostrati dei dispositivi che erano piccoli gioielli tecnologici, la sua percezione cominciò a cambiare: si trattava di strumenti che avrebbero potuto cambiare la qualità della sua vita.

E quando li provò, tornò a sentire tutti quei suoni che aveva smesso di percepire con chiarezza: il ticchettio dell’orario, il frusciare dei fogli quando si voltano le pagine, il cinguettio degli uccelli.

Seguirono poi settimane di scoperta, in cui a Giorgio fu insegnato come ottenere il massimo dai suoi apparecchi acustici: insieme al dottore riuscì a ottimizzare la regolazione così da riuscire a tornare a partecipare alla vita dalla quale prima cominciava a sentirsi escluso.

Ebbe la possibilità di essere ascoltato, capito e compreso da professionisti che crearono un percorso che sapesse rispondere ai suoi desideri e soddisfare le sue esigenze, riportandolo a vivere pienamente una quotidianità ricca di suoni. 

Se anche tu pensi di avere bisogno di un controllo dell’udito, mettiti in contatto con noi per prenotare il tuo test gratuito

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